Lo scorso weekend sono venute a trovarmi mia mamma ed Emma, e ho avuto occasione di portarle in giro per le mie parti preferite di Zurigo e vedere i vari mercatini di Natale. Giovedì hanno visitato per conto loro Lucerna, venerdì Basilea e Berna (sono rimaste innamorate dei mercatini di Basilea).
Venerdì
Venerdì abbiamo fatto colazione con i Grittibänz (la versione senza glutine è acquistabile su preordine da Zufreeden), un omino di pane al latte, che è tra le specialità svizzere che si mangiano in questo periodo.
La tradizione narra che nel Cinquecento, il 6 Dicembre, era usanza per gli scolari maschili sfilare mascherati e poi ricevere come regalo un panino con le sembianze di una donna chiamata Grittli. Il nome Grittibänz nasce poi più avanti, nel 1835, da un pasticciere argoviese che vide dei bimbi giocare con omini di pane preparati per San Nicola. Grittibänz letteralmente significa “uomo con le gambe divaricate”. Bänz, infatti, è l’abbreviazione di Benedit, un nome che un tempo era talmente diffuso da essere utilizzato come sinonimo di “uomo”. Gritti, invece, deriva dal verbo grätschen ossia divaricare. Ovviamente, come succede spesso in Svizzera, a seconda della regione di provenienza gli omini di pane vengono chiamati in modi diversi.
Dopo colazione, mia mamma ed Emma hanno proseguito per i loro giri a Basilea e Berna, e ci siamo rivisti dopo lavoro. Il piano era di visitare e cenare al mercatino natalizio davanti all’Opera (Wienachtsdorf), secondo me il mercatino più carino di Zurigo.
Partendo dalla stazione centrale (HB), ci siamo prima fermati a prendere un buon punch dentro il Churchill Red Arrow treno (un treno ancora operativo costruito negli anni ‘30).
Nota: Solo in alcune date specifiche il treno si trova a Zurigo.
E poi abbiamo attraversato tutta Bahnhofstrasse (che è meravigliosa con tutte le lucine — fun fact, queste lucine sono super famose per i Zurighesi e hanno pure un nome: Lucy) e ci siamo fermati ad ascoltare il tenerissimo coro dell’ Albero Cantante (Christmas Singing Tree a Werdmühleplatz). Consiglio di andarci quando cantano i bambini!
Abbiamo poi attraversato i mercatini di Münsterhof Christmas Market (proprio accanto a Fraumünster) e infine abbiamo raggiunto il mercatino davanti all’Opera. Qui si trovano tantissime bancarelle alimentari e non. Noi abbiamo optato per l’immancabile raclette (essendo celiaca spesso trovo poche opzioni ai mercatini, la raclette per me, ormai, è una sorta di tradizione — e poi, parliamoci chiaramente, è sempre buonissima).
Congelate e infreddolite ci siamo poi ridirette verso casa, ma prima abbiamo fatto un giro veloce al Weihnachtsallee, il mercatino di Europaallee. È piccolo ma super carino! Lo scorso anno avevamo prenotato un tavolo dentro all’edificio in legno che costruiscono per l’occasione e la fondue era molto buona (consigliato). Per mangiare lì o nelle gondole in giro per la città, bisogna prenotare con largo anticipo!
Sabato
Sabato avevo programmato di visitare il mercatino di Uetliberg ma, vista la pioggerella, abbiamo cambiato i piani e ci siamo diretti verso il politecnico (ETHZ) per vedere il famoso armadietto di Einstein e ammirare la città dalla Polyterrace. Da lì abbiamo poi preso il Polybahn (trasmette un po’ queste vibes “alla Harry Potter”) per tornare in centro.
Ci siamo poi diretti in comune per prendere le chiavi per visitare le finestre archeologiche (ci tenevo a farle vedere le vecchie fognature), le chiavi sono un’idea carina per visitare Zurigo in una maniera più anticonvenzionale. Tra l’altro, avevo fatto un video proprio a riguardo:
Abbiamo deciso di visitare solamente la cantina di Lindenhof prima di pranzo (da lì, il panorama è molto bello! Se avete visto Crash landing on you - è un must stop!).
Perché a pranzo… abbiamo deciso di uscire dal centro città e andare in uno dei nostri ristoranti preferiti (Waidhof). Qui si mangiano dei cordon bleu (anche senza glutine) buonissimi! Sia a mia mamma che ad Emma è piaciuto un sacco il ristorante, gli sembrava di essere in una baita.
E ormai che eravamo in macchina e il tempo era così così, perché non fare un salto da Villeroy & Boch per comprare gli ultimi regali? Spoiler: si è rivelato una scelta vincente!
Al ritorno ci siamo ridivisi, Nico ha deciso di andare a fare palestra in casa mentre noi abbiamo deciso di fare un giro (in un altro dei miei posti preferiti): Frau Gerolds Garten (con l’immancabile salita sulla torre Freitag).
Posso dire che la Freitag fa parte della storia zurighese e dovrebbe essere un must-see? Questo brand ZURIGHISSIMO è nato nel 1993, quando i fratelli designer grafici Markus e Daniel Freitag crearono le prime borse messenger riciclando teloni usati di camion, camere d’aria di biciclette e cinture di sicurezza, ispirati dal traffico intenso e colorato davanti al loro appartamento e dalla necessità di una borsa robusta e impermeabile per i ciclisti. Un vero e proprio brand iconico di moda sostenibile (e super amato e usato dagli Svizzeri!).
E mentre giravamo per Frau Gerolds (un posticino con ristoranti, negozietti e tante ma tante lucine e un’atmosfera alternativa molto bella) abbiamo scoperto che è tradizione in Svizzera, il 6 Dicembre, che San Nicola porti ai bambini buoni mandarini, noccioline, noci e cioccolatini, spesso in un sacco di iuta. In tantissimi posti si vedevano noccioline e mandarini.
Dopo ci siamo ridiretti verso il centro, più precisamente, volevo fargli vedere il famoso sistema di fossati medievali (Ehgraben), così siamo passati da Niederdorf (e qui c’è il mercatino di Dörfli Market - ottima tappa per prendersi una tisana bella calda).
Consiglio vivamente di visitare l’Ehgraben di Zurigo, è un salto nel passato, accessibile solo con le chiavi che si ritirano allo sportello S del comune.
L’Ehgraben (la traduzione sarebbe “fossato cittadino” o “canale di scolo”) è ciò che resta dell’antico sistema di smaltimento dei rifiuti e delle acque reflue di Zurigo nel tardo Medioevo. Non si tratta di una “fognatura” nel senso moderno (cioè, un sistema sotterraneo chiuso), ma di una rete di fossati a cielo aperto o semi-aperti che correvano lungo il retro delle case.
Usciti dalla strada (strettissima) dell’Ehgraben si era fatta ora di cena e, visto che non pioveva più, ci siamo ritrovati con Nico e abbiamo deciso di prendere un treno per Uetliberg per vedere l’ultimo mercatino (Uto Kulm) e soprattutto per ammirare la città dall’alto. Peccato… che all’arrivo ci siamo accorti che era già tutto chiuso.
Così siamo dovuti tornare in stazione centrale (HB) per ammirare il bellissimo albero della Lindt (anche se non bello quanto quello di Swarovski — e poi sembrava a me o quest’anno era più piccolo l’albero?) e mangiucchiare qualcosa. Proprio vicino all’albero abbiamo preso del cibo tibetano da Roots of Himalaya (ammetto che il nome mi aveva colpito perché in quei giorni stavo programmando la mia prossima vacanza… proprio sull’Himalaya!), una vera scoperta e stanno attentissimi alla celiachia! Torneremo sicuramente al loro ristorante. Ultima tappa della giornata: Illuminarium (fa sempre il suo effetto) e poi stanchi ma felici ci siamo diretti verso casa.